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Accade quasi a chiunque, indistintamente della classe sociale e culturale, che di fronte all'ultimo pettegolezzo sul vip di turno, ci si fermi a curiosare sulle ultime notizie verosimili della sua vita privata. E' un'attrazione irresistibile, non dominata dalla ragione e dal buon senso, ma divorata con l'emozione a volte morbosa del voieur. I personaggi pubblici sono per noi degli alter ego, nei quali direzioniamo le infinite nostre parti, soprattutto quelle che non riusciamo o non possiamo vivere nella nostra esistenza. L'interesse che proviamo per loro, è l'interesse che nutriamo per quelle parti di noi che riconosciamo in loro, e che in qualche modo ci rappresentano. A volte i personaggi famosi possono anche assomigliarci, fare le cose che facciamo noi, ed in qalche modo possiamo sentirci un po' importanti anche noi, come se anche per noi ci fosse un posto di riguardo, e anche la nostra vita fosse degna di essere racontata. Ma non si tratta sempre di parti luminose; anzi, la maggior parte sono aspetti di noi oscuri, problematici, che non amiamo, che vorremmo tenere segreti, anche a noi stessi. Li guardiamo nell'altro, con l'attrazione del frutto proibito non concesso, o con gli occhi del giudice inclemente che non perdona. Oppure, il vip è ciò che io vorrei essere, ma che non sarò mai. Rappresenta il mito della perfezione irraggiungibile, dell'imago ideale. La sua storia mi fa sognare, mi fa sentire la magia della possibilità, del fantastico che diventa reale. Mi permette di credere ad una realtà diversa da quella che vivo.
Ecco, in sintesi, i processi che rendono gli scoops ai nostri occhi tanto interessanti:
-identificazione: la storia che leggo o vedo somiglia alla mia storia; provo per il vip un sentimento di simpatia, di vicinanza. Mi identifico in lui, mi interesso alla sua vita, ai suoi sentimenti, che immagino simili ai miei o a quelli che potrei provare io. Se la sua storia non è simile alla mia, potrebbe esserlo, e allora immagino cosa proverei io al suo posto. Mi sento accogliente, simile. La mia normale umanità e la sua eccezionale notorietà sono sullo stesso piano esistenziale. Potrebbe trattarsi di gravidanze, matrimoni, cronache divertenti, vita quotidiana.
-proiezione dell'ombra: il personaggio incarna ciò che di me non voglio o non posso vedere. Le sue tragedie, o i suoi eventi che io giudico negativamente, rappresentano i miei lati oscuri, socialmente o culturalmente inaccettabili. Sono attratto da loro, come potrebbe attrarre un vizio o una dipendenza. provo schifo o paura, ma allo stesso tempo piacere. Vado fino in fondo, voglio sapere i particolari, e più mi affascinano più aumenta il mio malessere, ma il piacere aumenta. E' il caso dei gossip trash, delle storie di malattie, sofferenze, crisi, oppure violenze, e tutto ciò che notoriamente va fuori dai canoni del buon vivere e dell'equilibrio.
-idealizzazione: se io sono normale, il vip è altro da questo mondo fatto di banalità e problemi quotidiani. Egli è ciò che va al di là, che non può essere di questo mondo. Rappresenta la perfezione che avrei voluto in me, prima di accorgermi dei miei limiti, inesorabili. E anche ila perfezione che un tempo era dei genitori, prima che diventassero uomini fallibili come me e come tutti. E' un aspetto del meccanismo della proiezione, per cui proietto il mio io ideale sull'immagine mitica del personaggio famoso che diventa surreale.
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