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Quando termina la psicoterapia? PDF Stampa E-mail


Gentile dottoressa, con la lettera "paura di guarire" mi ha risposto l'estate scorsa quando le ho scritto in un momento di profonda angoscia. Sto continuando ancora con la psicoterapia, ma le paure, le angosce che mi hanno accompagnato lungo questo percorso sono sparite. é stato come attraversare una lacerazione dell'anima, dove il dolore era tutto concentrato ed è stata dura perchè l'ho guardato e vissuto  dall'inizio alla fine. mi sembra siano passati anni luce da quel dolore, sono salva, ma non comprendo perchè stessi così male. quello che mi sembrava il problema più grande della mia vita ora non esiste più, anzi non mi capacito e non capisco proprio i motivi di avere provato così tanto dolore. molti pensieri negativi non ci sono più e non sento più quel soffocamento dato dal dolore che  toglieva spazio a tutto. non solo esso è sparito , ma è sparita la rabbia, una rabbia profonda che mi avvelenava la vita. e  la terapia ha fatto emergere questa rabbia e naturalmente essa se ne è andata. è come se io abbia perdonato   me stessa e non solo. Il punto è che non mi è chiaro quando deve finire una psicoterapia, io continuo ad essere io,  cambiata? non lo so, ma di certo più tranquilla (oltretutto soffrivo d'insonnia e di ansia generalizzata). Secondo lei devo ancora continuare a fare psicoterapia?
Tengo al suo parere. La ringrazio infinitamente




Salve, cara C.
Il cambiameno avviene proprio così, all'improviso, come un incantesimo. La rabbia che prima ci ossessionava e toglieva il respiro, ad un cero punto emerge, diventa parlabile, visibile, si ridimensiona nella sua mostruosa violenza, e così quasi scompare.
Come hai sperimenato, bisogna passare da un dolore lacerante; non c'è altra via, e non bisogna spaventarsi.
 
Mi chiedi: quando finisce la psicoterapia?
Difficile dirlo. Direi quando si è profondamente compreso e assimilato ciò che abbiamo vissuto, e diventiamo capaci di vivere con i nostri limiti irriducibili (o quasi) al meglio che possiamo, senza paura di amare né di essere felici.
Scrivi di non capacitarti di come tu abbia potuto sofrire tanto. Ecco, è questo che ti manca ancora. Il dolore che abbiamo attraversato non è scisso da noi. E' stato nostro, è nostro, fa parte del passato come del presente perché è comunque un pezzo della nosra storia e della nostra identià.
 
Quando profondamente avrai compreso perché stai meglio, allora porai iniziare a finire, per continuare con le tue gambe, a volte fragili, a volte forti.