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| Disturbo del deficit dell'attenzione e iperattività |
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Caro B.
la domanda finale che lei pone apre dibattiti decisamente controversi. Usare o non usare la soluzione farmacologica?
Ci sono studi che evidenziano il carattere ereditario del "disturbo caratteriale" o comunque connesso alla morfologia del cervello, che potrebbero facilmente spingere verso un trattamento di questo tipo. Tuttavia, per quanto mi riguarda devo confessarle il mio disappunto, soprattutto in giovane età.
Ognuno psicologo o psicoterapeuta può scegliere il modello di intervento che più si adatti alla sua struttura di personalità. personalmente cerco di ricorrere alla collaborazione della psichiatria il meno possibile; ovviamente ci sono circostanze in cui la farmacologia è fondamentale, addirittura salvifica, però amo la fiducia verso l'autoguarigione dell'organismo, e per me è la strada in assoluto preferenziale.
Detto questo, mi rendo conto che lei ha ragione quando dice che qualsiasi tentativo di "supporto scolastico" possa essere fallimentare, se prima il ragazzo non trovi un suo equilibrio interno.
Temo anche che essere "troppo seguito" possa essere poco efficare. Probabilmente avrebbe bisogno di un riferimento con cui aprirsi e di cui fidarsi. Troppi "psicologi e psicoterapeuti" potrebbero avere un effetto negativo, rafforzando le difese nevrotiche e l'aggressività.
Probabilmente suo figlio dovrà trovare un modo alternativo, il proprio, di stare nel mondo. Non necessariamente dovràcoincidere con le solite aspettative sociali, fatte di ritmi, di attività, di risultati mediamente attesi. Credo sia importante aiutarlo a scoprire le sue opportunità e le sue qualità, il suo modo personale ed originale di investire le sue energie. "Immaturità" è un giudizio che rende suo figlio inadeguato al vivere in questa Terra. Forse la sua "ingenuità" è tale per i nostri schemi, ma per lui potrebbe incarnare un altro significato.
![]() Quello che sto cercando di dirle, è che potreste cercare di attenuare l'invasione di esperti che cercano di renderlo uguale agli altri, e piuttosto affidarlo ad un unica figura di riferimento che possa aiutarlo a trovare il suo spazio nel mondo, accoglierlo per quello che è, e valorizzarlo nelle sue caratteristiche uniche. Spero di esserle stata d'aiuto. Se vorrà, sono disponibile per ulteriori riflessioni.
Cordialmente
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