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Terapia del sonno PDF Stampa E-mail






Salve. Il mio problema è il seguente: vivo la vita come una condizione di grande afflizione,agitazione, disagio, sgomento, scompenso, frustrazione, rabbia, panico! L'esistenza mi è letteralmente insopportabile e pur avendo affrontato svariati percorsi di psicoterapia a nulla mi è valso seguirli!
Sono venuta casualmente a conoscenza dell'esistenza di una terapia così detta "Terapia del sonno" che prevede che in un soggetto venga indotto un sonno farmacologico e continuativo per dati periodi di tempo!Mi chiedevo se, nel caso in cui un soggetto fosse giudicato psichicamente inguaribile e al punto tale  che la sua qualità di vita ne risultasse inevitabilmente compromessa, fosse possibile sottoporlo vita natural durante al tale trattamento in modo da evitargli una condizione di vita atroce e da scongiurare il pericolo di un conseguente suicidio!
Grazie infinite per l'attenzione!



Cara A.,
mi permetto un po' di ironia macabra: qual è la differenza tra il dormire coattamente e il morire?
Ci aggiungo una domanda: esistono soggetti psichicamente inguaribili?
E ancora: esistono soggetti psichicamente "sani"?
 
Van Gogh, Testa di donnaOra divento seria.
L'afflizione, il dolore, il panico, sono espressioni di noi e del nostro essere nel mondo in un certo momento, esattamente come la gioia o qualsiasi altra emozione. Questo vuol dire che il loro esserci ha un senso, ed è legato al nostro rapporto col mondo. Se questo rapporto è sbilanciato e non rispetta i nostri bisogni, arriva la sofferenza. La "cura" consiste nell'identificare i nostri reali e profondi bisogni e nel dargli nutrimento. La difficoltà sta nel fatto che non sempre è così semplice capire i propri svariati bisogni profondi, che nel corso della vita, soprattutto l'infanzia quando eravamo fragili e dipendenti, abbiamo imparato a mettere da parte a favore di benefici secondari (nevrotici).
 
In sostanza, è possibile affrontare e in gran parte superare il dolore a condizione di ascoltarlo, capirlo e comprenderne le ragioni, per trasformare la realtà interna (ed esterna) che lo alimenta. Non è un percorso semplice, ma è possibile.
L'unica realtà che rende chicchessia "psichicamente inguaribile" è che questi non voglia realmente "guarire": ovvero quando le resistenze al cambiamento sono maggiori del bisogno di cambiare.
 
Detto ciò: non esiste guarigione. Non conosco essere umano che sia sano né guarito né guaribile. E' un concetto che deforma la realtà profondamente inquieta e tormentata dell'essere umano. Diciamo piuttosto che esiste un processo di avvicinamento ad una qualità della vita migliore e alla consapevolezza di Sé nel mondo, compresi i propri limiti.
 
Venendo alla sua domanda. In effetti il sonno ha una importante funzione riparatrice per l'organismo, sia fisica che psichica.
Anche a livello psicologico, infatti, sembra che in certe fasi del sonno vi sia una riorganizzazione dell'esperienza funzionale al pensiero e alle emozioni.
Dormire poco mette l'organismo in uno stato di debolezza psicofisica pericoloso: è stato dimostrato che un numero insufficiente di ore di sonno favorisce lo stress, la depressione, le malattie psicosomatiche, il pessimismo, perfino il suicidio.

La cura del sonno (narcoterapia) è utilizzata in molti casi di nevrosi e in alcuni di psicosi, in particolare per gli stati d'ansia o melanconia, assocati a disturbi del sonno. Tuttavia non può essere considerato uno strumento di cura tout court, quanto un sostegno a cui deve essere associata, per esempio, una psicoterapia che lavori in profondità. 
 
La mia battuta iniziale aveva il senso di mettere in guardia i lettori dalla tentazione di credere che dormire possa alleviare la fatica del vivere.
La vita è intensa in qualsiasi momento, anche durante il sonno; ma il sonno non deve sostituire il dolore, sia perché comunque il dolore rimane, sia perché la sofferenza è una delle tante possibili forme con le quali la vita si esprime in noi, e che ha la dignità di essere esperita qualunque essa sia.

Anche il dolore ha la sua bellezza, se impariamo a guardarla con occhi accoglienti.
 
Non si perda d'animo, e non si arrenda.
Perseveri nella sua ricerca, con coraggio.
 
Un abbraccio nell'etere.
 

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