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| Depressione post-traumatica |
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Caro A.,
in seguito ad un trauma così potente, la vittima può aver bisogno di raccogliersi in se stessa, sia per trovare le energie, sia per elaborare l'evento.
La "depressione" di cui lei parla potrebbe essere una chiusura funzionale. Essere allegri e fare battute dopo aver sfiorato (comunque) la morte, è qualcosa di alienante, sebbene apparentemente rassicuri gli altri e sembri un'azione costruttiva.
La sua ragazza, probabilmente, ha bisogno di lavorarsi dentro il "lutto" di un cambiamento forse radicale: non soltanto all'esterno, visto che non tutte le cicatrici scompariranno completamente, ma soprattutto interiore, profondo. Traumi come il suo sono esperienze irriducibili, che trasformano per sempre la vita. Per quanto potrà superare bene il dolore, e accettare il cambiamento, tutto questo necessita di tempo e di concentrazione.
Credo sia opportuno accogliere il suo bisogno di contrizione; ha diritto alla sofferenza, come tutti coloro che la provano. Far finta che non ci sia, e sorridere per rassicurarvi, non è un buon metodo per superarla.
E' chiaro che se la sua ragazza non mangia e non fa fisioterapia, voi vi allarmate. Daltronde non può smettere a vita. Però credo che possiate starle vicino, cercando di capirla, di non insistere, di accogliere profondamente il suo "grido"; in questo momento potrebbe essere molto più nutriente di un piatto di pastasciutta.
So che è difficile. Però, caro A., spesso l'amore ci fa essere violenti e ci porta a non vedere il vero bisogno dell'altro, che adesso non è sentire raccomandazioni, ma sentirsi compresa, accolta. Provi ad immaginare: se fosse lei al posto della sua ragazza, di cosa avrebbe bisogno? io personalmente, immagino, vorrei presenza, vicinanza, rispetto del mio silenzio, accoglienza del mio essere impaurita e depressa.
Faccio sinceri auguri ad entrambi.
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Gentile Dottoressa,