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Ade: la licenza dei poeti PDF Stampa E-mail

Come si raggiunge l’Ade? Tutti gli anfratti, le caverne, le fenditure della terra o della roccia, crateri, fosse, crepacci, sono possibili ingressi. Il nostro inconscio ha i suoi crateri, fatti dell’irruzione incontrollata di emozioni, paure, angosce, sensazioni fisiche incontrollate, che ci fanno precipitare nell’abisso di noi stessi. Nella caduta non restiamo mai indenni. Quasi sempre segue la morte di una parte di noi, e poi una rinascita, con la perdita di ciò che eravamo. Possiamo anche restare negli abissi, abbracciando la follia della nostra verità che non trova alcuno spiraglio simbolico, che non diventa conoscenza, luce. Oppure possiamo vivere una vita i superficie, senza ma avvicinarci agli anfratti pericoloso del terreno.

Oppure, diventiamo frequentatori abituali.

Presso i Greci, si pensava che soltanto gli eroi e gli artisti potessero avvicinarsi alle ombre, avere accesso all’Ade senza morirne. Essi erano portatori della sacralità della verità, e conoscevano i riti sacrificali per avvicendarsi nelle tenebre.

L’arte, la poesia: unico contatto con il nostro sotterraneo. Bruciano, ma non uccidono. L’artista vive in uno stato di morte-vita costante, è sempre ad un passo dall’inferno, in un’incessante andata e ritorno. Portatore di verità universale, trascende se stesso, e lo fa nel paradosso: toccando il proprio reale. La poesia trasforma la verità soggettiva e la rende universale. Ma come abbiamo detto il reale non po’ essere guardato in faccia. Come Medusa: se lo guardi negli occhi ti pietrifica. La poesia ha il dono dell’ “approssimazione (7)”, che rende la verità accessibile alla coscienza:

 

O vergini, o demòni, mostri, martiri, grandi spiriti spregiatori della realtà, assetate d'infinito, devote o baccanti, piene ora di gridi ora di pianti,

o voi, che la mia anima ha inseguito nel vostro inferno, sorelle, tanto più vi amo quanto più vi compiango per i vostri cupi dolori, per le vostre seti mai saziate, per le urne d'amore di cui traboccano i vostri cuori.

(Da “Donne dannate”, C. Baudelaire)

La trasformazione poetica dell'Ade in Arte, è il passaggio intermedio prima dei simboli, che rendono tutto significante. Siamo nella zona dell'intuito, dell'insight. GLi eroi e gli artisti sono dotati del coraggio folle del genio, che ama nuotare nelle acque di fuoco, sapendo di bruciarsi ma certo di non avere altra possibiltà d'esistenza.


 

 

 

7 Bion: la Verità è inaccessibile. La conoscenza è un’approssimazione alla verità.