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Persefone
Kore (), simbolo dell’innocenza e della spensieratezza, fanciulla spensierata e leggera, è figlia di Zeus e Demetra. Madre avviluppante e protettiva, simbolo della maternità, la preserva dalle insidie del mondo e la conserva fanciulla. Afrodite, dea dell’amore, preoccupata e anche stizzita per lo squilibrio che rende Kore troppo pura, ordina a Eros di colpire Ade e farlo innamorare della fanciulla. Un giorno, mentre Kore gioca felice in un prato della Sicilia con le sue amiche vergini, Afrodite le fa comparire davanti uno splendido narciso, fiore del mondo sotterraneo. Nel coglierlo, crea una breccia nel terreno dalla quale arriva Ade, che la rapisce. La trascinerà nel mondo degli inferi, un mondo appassionato pieno di emozioni, sesso, amore, dove Kore perderà la sua verginità e diventerà Persefone ().
Demetra, disperata, provoca una terribile carestia nel mondo, e costringe Zeus a restituirle la figlia adorata. Ma Persefone, inconsapevole, si nutre di sei grani di melograno, ignara della legge degli inferi, che costringeva chiunque avesse mangiato a restarvi per sempre.
Demetra e Zeus raggiungono un compromesso: Demetra potrà riabbracciare la figlia per tanti mesi quanti sono i semi ingeriti dalla figlia. Persefone cioè potrà ritornare dalla madre per sei mesi l’anno, ed in quei mesi Demetra farà tornare florida la vegetazione (primavera ed estate). Nei mesi in cui invece tornerà negli inferi, calerà nuovamente il freddo e il sonno della natura.
Gli inferi rendono la fanciulla Kore una donna matura, regina dell’oscurità, che comanda i suoi sudditi ed è capace come il marito di severità e crudeltà.
Presto si innamora realmente di Ade, ha piacere del sesso, le piace la vita appassionata. Diventa gelosa, vendicandosi delle sue rivali, e adultera, innamorandosi di Adone. Vive la sua doppia esistenza alternando la realtà di moglie e di figlia, in un equilibrio di donna-fanciulla che rende possibile l’alternarsi delle stagioni.
Kore: nome generico che vuol dire “fanciulla”
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